Fiori di Bach: la storia

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Bach: biografia

 

La storia dei Fiori di Bach, e dei suoi epigoni moderni come i Bush Flowers, come tante nuove scienze come la psicoanalisi, l’informatica e la teoria della relatività’ affonda le sue radici nella post rivoluzione industriale e i primi decenni del novecento.

Un medico inglese, Edward Bach (1886-1936), aveva avuto una forte predisposizione allo studio della natura delle piante, nonché un empatia di tipo psicologico nei confronti della malattia e sofferenza.

Durante i primi anni della pratica medica, sentì la mancanza di empatia che la pratica medica ufficiale aveva verso il malato, concentrandosi solo sulla malattia, come se fosse una cosa disgiunta da esso.

Studia quindi la teoria e pratica omeopatica, e, come molti fondatori della medicina olistica, si convince che prima del sintomo, vadano curate le radici della malattia. Queste radici le trova negli stati mentali.

Nel 1917 gli viene diagnosticata una grave malattia. I medici gli danno pochi mesi di vita.

Egli rifiuto’ di curarsi, e si diede ad un intensa attività lavorativa, approfondendo lo studio dei batteri omeopatici.

Scopri e formulo’ i sette nosodi vaccinali,  ancora oggi usati da certi omeopati.

Non pago, decise di realizzare una versione dei nosodi interamente vegetale, anziche’ batterica.

Nel 1929 lascia il suo avviato studio Londinese per trasferirsi nella campagna del Galles.

Il contatto diretto con l’ecosistema particolare della zona si rivela stimolante e fruttuoso: girando per boschi e prati, riscopre il suo animo d’erborista.

Fautore di un approccio alla cura semplice e pratico, nonché della capacita’ dell’individuo di trovare il proprio rimedio, dopo continui esperimenti sulle proprietà della rugiada e delle essenze floreali, formula i primi “12 fiori” detti poi “i 12 guaritori”, e molti altri che ne derivano.

Inizio’ a proporre il metodo, e a dedicarsi anima e corpo alla divulgazione della pratica. Bach sosteneva che questa conoscenza semplice, consentisse a chiunque di diventare “medico di se stesso”. Per questo motivo fu osteggiato dalla comunità’ medica dei suoi tempi, al punto che egli decise di lasciare l’Albo dei Medici britannico. Negli ultimi anni della sua vita, disse di considerarsi semplicemente un erborista.

Si dice che mori serenamente nel 1936, convinto di aver completato la sua missione e diciannove anni dopo essere stato considerato un malato terminale.

 

I fiori di Bach oggi

Come si evince dalla biografia, all’origine della teoria della floriterapia bachiana c’e’ la convinzione che  la medicina occidentale tenga conto solo della malattia,  senza prendere in considerazione la complessità della persona. Alla base della fitoterapia delle essenze del medico inglese troviamo il principio secondo cui nella cura di una persona debbano essere prese in considerazione personalità, emozioni e stati d’animo, da cui dipendono i sintomi fisici. Il disturbo fisico si originerebbe ad un livello molto più profondo viagra sans ordonnance rispetto a quello corporeo, cioè nella sfera emotiva.

Suddivisione dei Fiordi di Bach: 38 fiori per 7 gruppi

La scelta di un adeguata floriterapia e’ piu’ facile suddividendo tutte le essenze in 7 gruppi.

Le emozioni negative suscitano il malanno. La maggior parte delle emozioni negative ruotano intorno a paura e disperazione.

Il Dottor Bach ha ideato questi rimedi in modo che fossero facili da utilizzare senza dover necessariamente ricorrere ad un medico. Per ogni persona, a seconda del suo vissuto, e per ogni tipo di problema o di situazione da affrontare esiste un Fiore di Bach specifico.

1) Fiori di Bach per la paura

2) Fiori di Bach per le incertezze

3) Fiori di Bach per vivere nel presente

4) Fiori di Bach per chi soffre di solitudine

5) Fiori di Bach per chi si lascia influenzare dagli altri

6) Fiori di Bach per sconforto e disperazione

7) Fiori di Bach per chi ha difficoltà nei rapporti con gli altri

Rescue Remedy

Il 39esimo rimedio di Bach si chiama Rescue Remedy, noto anche Rimedio Universale. Viene utilizzato soprattutto in caso di emergenza, per shock fisici e/o emotivi, incidenti e grandi spaventi, ma anche prima di un evento difficile da affrontare, come un esame o un discorso in pubblico. E’ sia un rimedio di emergenza che un rimedio preventivo.